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Il Progetto segna una nuova fase di sviluppo del Sistema Informativo Carta del Rischio affrontando le tematiche sulla pericolosità del territorio e sul rischio dei monumenti, non più solo nell’ambito dei tre domini (statico-strutturale, Ambientale - aria, Antropico), che hanno connotato l’avvio del Sistema a partire dagli anni ’90, ma con l’approfondimento rispetto alla categoria sismica.
Allo scopo di determinare nuovi modelli di calcolo del rischio sismico, sono stati messi in relazione gli indicatori di pericolosità sismica, aggiornati rispetto alle nuove normative vigenti, con i dati di vulnerabilità ed esposizione desunti da un nuovo tracciato di scheda sismica (VS) messo a punto per l’occasione.
La nuova scheda è stata differenziata per 3 diverse tipologie di beni raggruppate per sintetiche dizioni (1-palazzi, 2-torri/campanili, 3-chiese/teatri/sistemi edilizi complessi). La ragione della scelta delle 3 tipologie citate risiede nei modelli di approccio della vulnerabilità (fattibili solo per tali tipologie).
Le finalità principali sono state quelle di effettuare un primo censimento su un campione esemplificativo di monumenti in Sicilia e Calabria che ha interessato un numero complessivo di circa 3150 beni, sui quali sono stati approfonditi anche ulteriori aspetti relativi all’anamnesi sismica-costruttiva e al rilevamento della risposta di microtremori al rumore ambientale.
Il censimento e la scheda relativa sono conformi alle “Linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle norme tecniche per le costruzioni”, ora divenute “Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri” in data 12/10/2007. L’operazione è da intendersi come un primo passo verso l’approfondimento ed il dettaglio indicato dalla Direttiva citata.
DATI SINTETICI DEL PROGETTO
Il censimento di vulnerabilità sismica ha consentito la sperimentazione di due differenti modelli di valutazione della vulnerabilità e del rischio sismico:
A partire dai dati delle schede di rilievo speditivo, in particolare su alcune caratteristiche costruttive e sui cinematismi di danno, è possibile ottenere una valutazione della vulnerabilità su 3 livelli (alto, medio, basso).
La logica di detta valutazione è la classificazione del patrimonio su una fascia di alta, media, bassa vulnerabilità in funzione degli effetti attesi in termini di danno e di collasso. La valutazione ha un ulteriore approfondimento articolando i casi in cui la vulnerabilità si colloca in un livello intermedio (medio-bassa), data la cautela che si impone in un censimento speditivo.
I beni molto vulnerabili hanno anche una sintetica descrizione dei possibili meccanismi di danno e delle cause costruttive di tali meccanismi. Sono evidenziati i casi in cui i meccanismi di danno sono presumibilmente circoscritti a singole parti delle fabbriche.
Viene evidenziato un grado di affidabilità della valutazione.
La valutazione della vulnerabilità sismica di un bene è ottenuta con l’applicazione di un sistema di supporto alle decisioni ai dati raccolti con le schede di rilievo speditivo e alle misure di microtremori condotte sui terreni di fondazione dei beni schedati.
Il sistema realizza una serie di confronti a coppie di combinazioni di questi dati, normalizzati rispetto ai valori massimi assunti da ciascuna variabile nell’intera base di dati. Gli elementi dell’albero decisionale sono di volta in volta messi a confronto con un opportuno sistema di pesatura, modificabile dall’utente.
I risultati finali del calcolo su tutti i beni schedati, opportunamente ordinati, ha consentito di definire tre classi principali di vulnerabilità: alta, media e bassa, oltre ad una sotto-classe di vulnerabilità medio-bassa.