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Il Sistema Informativo Territoriale Carta del Rischio

Modello Logico

Il SIT Carta del Rischio è un sistema di banche dati, alfanumeriche e cartografiche, in grado di esplorare, sovrapporre ed elaborare informazioni intorno ai potenziali fattori di rischio che investono il patrimonio culturale.


Per la costruzione del modello di rischio è stato adottato un approccio statistico, sulla cui base i singoli beni sono valutati come "unità" di una "popolazione statistica" di cui si mira a valutare il livello di rischio. Il sistema assume come elemento minimo georeferenziabile il singolo bene immobile architettonico e archeologico (unità statistica) ed il Comune come elemento minimo della scala territoriale (unità territoriale). Tutti i beni mobili (dipinti su tavola, le tele, i reperti archeologici etc.), in quanto non georeferenziabili, sono stati associati al relativo bene immobile “contenitore”, che risponde alla scala dimensionale su indicata.


I Fattori di Rischio sono stati suddivisi in:

- la Vulnerabilità Individuale (V), ossia una funzione che indica il livello di esposizione di un dato bene all'aggressione dei fattori territoriali ambientali;
- la Pericolosità Territoriale (P), ossia una funzione che indica il livello di potenziale aggressività di una data area territoriale, indipendentemente dalla presenza o meno dei beni.

In questo modo è possibile qualificare queste due componenti e valutarne l'intensità attraverso la misura delle grandezze fisiche che concorrono alla determinazione dei due parametri.

Al fine di costruire il Modello di Rischio, sono stati individuati tre differenti domini, validi sia per la Vulnerabilità che per la Pericolosità.

I domini individuati per la Vulnerabilità (V) sono:

  • il dominio Ambientale-Aria (definito dall’aspetto della superficie), V1;
  • il dominio Statico-Strutturale (definito dalle caratteristiche costruttive e statico-strutturali), V2;
  • il dominio Antropico (definito dall'uso e dalla sicurezza), V3.

    Analogamente, i domini individuati per la Pericolosità (P) sono:

  • il dominio Ambientale-Aria (caratterizzato dai fattori climatici, microclimatici e gli inquinanti dell'aria), P1;
  • il dominio Statico-Strutturale (definito dalle caratteristiche geomorfologiche del suolo e del sottosuolo), P2;
  • il dominio Antropico (caratterizzato dalle dinamiche demografiche e socioeconomiche), P3.


    Il modello sopra descritto permette di esprimere il Rischio (R) come una funzione generale delle componenti di Vulnerabilità (V), relative ad ogni unità della popolazione, e di Pericolosità (P), relative ad ogni area territoriale sulla quale il bene si colloca:

    R = R(V1,V2,....Vn, P1,P2,...Pn)

    dove R denota l'Indicatore di Rischio e si configura come una media ponderata degli Indicatori di Vulnerabilità (V) e di Pericolosità (P).

    Il sistema è realizzato secondo un’architettura modulare di tipo client-server, ed è organizzato in un livello centrale (Polo Centrale) ed un livello locale (Poli Periferici).