La Banca Dati
Vulnerabilità
La scheda conservativa è strutturata in due sezioni:
la prima
anagrafico-identificativa, dove il bene viene identificato con
lo standard definito dall’Istituto Centrale del Catalogo e della Documentazione
(ICCD) per la normale attività di catalogazione;
la seconda
descrittiva, finalizzata al rilevamento dello stato di
conservazione e al calcolo della vulnerabilità, attraverso valutazioni metriche
degli elementi costitutivi e dell’estensione e gravità delle diverse forme del
degrado presenti sul manufatto. La scheda prevede, inoltre, un corredo di
allegati fotografici ed elaborati grafici e cartografici.
La Vulnerabilità viene valutata attraverso i numerosi dati raccolti durante lo
studio del manufatto, relativi ai tre domini di superfici e strutture,
oltre a quello delle modalità di uso del bene. Viene quindi utilizzata come
indicatore del livello di esposizione al danno in cui l'i-esimo bene
("individuo") si trova:
V1i = V1(t,xyz,m1...mp...)
V2i = V2(t,xyz,n1…..np...)
V3i = V3(t,xyz,o1…..op...)
dove:
m1...mp... = variabili utilizzate per quantificare lo stato di conservazione
della superficie in base al grado di urgenza, gravità ed estensione che più
tipologie di danno possono assumere in relazione agli elementi che caratterizzano
l'aspetto "superficiale" del bene i-esimo;
n1...np...= variabili utilizzate per quantificare lo stato di conservazione
della struttura in base al grado di urgenza, gravità ed estensione che più
tipologie di danno possono assumere in relazione agli elementi costruttivi
fondamentali;
o1...op....= variabili utilizzate per quantificare le dinamiche d'uso e la
sicurezza del bene.